Amiche mie,
inopportune
piccole perle,
fedeli compagne
sommessamente
urlanti
il tacito dolore.
Lentamente,
scendendo,
tracciate la mia storia,
percorsi inesorabili,
sentieri inerpicabili,
viuzze anguste,
strade cieche,
salite soffocanti,
scoscese ruzzolanti
a volte
sprazzi di cielo.
Ho visto il tuo sorriso
anima mia!
Strappo del buio
di questa nostra vita,
di questa mia vita
che ha germogliato la tua
stringendo il laccio,
seguendo il cordone.
Ho visto il tuo sorriso
anima mia!
Tu mi volgevi le spalle
mentre salivi
i leggeri gradini
alla cui fine,
accogliendola tra le tue braccia,
la inondavi col tuo sorriso.
Ho visto il tuo sorriso
anima mia!
Era rivolto ad est
che accogliente
sole nacente
si rifugiava in te.
Tu mi volgevi le spalle
su cui posava
innamorato un volto.
Stretta la mano
nella sua
hai imboccato la strada
verso il giorno.
Ho visto il tuo sorriso
anima mia!
Forte,
stridente strappo
nel ventre ha lacerato
l'ultimo lembo,
reciso cordone
ormai sterile
inutile orpello.
Ventre di madre
slabbrato
svuotato.
Ho visto il tuo sorriso
anima mia
ed
ho sorriso anch'io
questa mattina
dopo il travaglio
mentre,lenta,
l'ultima lacrima
mutava
edipico dolore
in nenia,
materno canto.
Ho visto il tuo sorriso
anima mia!
Ed ora sorrido
anch'io!
Scruto l'orizzonte, che culla il rosso cielo,
in attesa...
e piano si scolora il cielo
inciampando nel bruno dell'oscurità.
Eppure mi era sembrato...
avevo visto stagliar me stessa
fra cielo e mare.
Mi venivo incontro con passo certo,
ancora i riccioli, avvolgendo le spalle,
seguivano il ritmo di quel passo
e il cuore, affollato di quei sogni,
danzava anch'esso allegramente al passo.
Occhi scuri ,attenti a scrutar cenni,
con guizzo birba per schermir dolcezza
tradita dal sorriso vibrante d'illusioni.
In petto sempre affanno che,
pur stringendo il fiato,
non soffocava risate e meraviglie.
Eppure son certa, ero proprio io
su quella linea a divider mare e cielo.
Bruciano ormai gli occhi,
per l'intenso guardare,
vigili lacrime li riparano dal vento.
Mi guardo intorno, sfinita dall'attesa vana,
in cerca dei colori, di conosciuti odori
di quei freschi suoni con note di speranza.
Tutto mi è estraneo, deluse son le attese
...
Mi sono affacciata sul mare in burrasca,
la spuma biancastra dissolveva il mio tempo,
sporgevo me stessa oltre ogni limite,
narici dilatate affogate di odore.
Quanto tempo in bilico sostai
si è dissolto con la spuma del mare.
La memoria conserva la forte attrazione
di unirmi d'un tratto con la forza del mare
bagnarmi, immergendomi di leggiadra potenza
che rimandava immagine di specchio appostato
a cercare quell'angolo acuto di fiero bagliore.
Dissolversi, muta e silente, come acqueo vapore
col calore del sole viaggiare verso l'alto
dimentica alfine del trambusto sfinente...
una voce, una voce piccina distolse il mio incanto,
una stretta alla gonna, una mano grassoccia
ma fiera e sicura decise per me quale era il cammino.
Ho seguito quella mano come un Pollicino
che, senza sapere, segna il suo passo
seguendo la briciola che diventa destino.
Oggi segno il mio tempo con candore alla tempia
seguendo, come mappa, le rughe del volto
ma serena e contenta mi specchio negli occhi
di colui che ancor oggi,
a distanza di tempo stringe, mai stanco,
ancora la mia mano con complice intesa.
Quando al finire di un giorno stanco
sento il suo passo entrare furtivo,
spegnere il lume e sostarmi vicino,
in un gioco birbante io fingo il mio sonno,
e sento ferma la sua mano sul capo,
allora son certa che quel mare in burrasca
di acque quiete ha riempito il bacino
ed al fine contenta rilasso la testa
sul mio bianco cuscino.
E' trascorso un anno ed io penso a te ogni giorno...è finalmente pace tra noi anche tanto...troppo silenzio!
Ciao mamma
E' lento il tempo, lento e inesorabile,
si sdrotola infingardo nella notte
avara di sereno sonno.
L'urlo dell'aurora squarcia i mei pensieri,
portando seco un altro giorno,
silenzioso uomo nero,
che accompagna il suo respiro.
Lei...le siedo accanto,
osservo il suo ignaro andare,
quel chiedere con forza
che fa dimenticare, a volte,
l'essere ormai diafano
di cui già s'intravede l'anima.
Vorrei si lasciasse andare a me,
serena e fiduciosa,
mentre con morbida crema le detergo il volto.
La sua stanca pelle disseto con amore
mentre è il suo cuore che vorrei nutrire .
Lei...piccolo pugno di un corpo che ormai non c'è,
che ancora si dibatte con greve ostinazione
dettando l'avvenire.
Lei...esile nel corpo, minute le sue mani
muovendole con grazia riporta alla memoria
quel raffinato essere che guardavo con venerazione.
Quelle mani tanto hanno detto
nello scorrere veloce di fogli bianchi,
disegnando parole pubbliche e private,
e tanti cuori hanno toccato.
Come latte di seno ingurgitavo quel suo dire
che menti impervie hanno ammaestrato.
Ora langue...bugiarda attesa di lesta guarigione...
Se io credessi non chiederei la vita per lei
ma finalmente pace in quel cuore dilaniato,
il lieto piacere, di un paio di giorni,
di dolce armistizio con se stessa.
La sua intelligenza, la sua cruda assassina,
non la molla un solo istante, non le da tregua
pretendendo da lei totale controllo
dei cuori a lei vicino.
Ora tocca a te Ambra...riavrai la mamma...
conducila in azzurri cieli se è vero che ancora tu sei.
Portala per mano mostrandole meraviglie,
presentala a quei santi austeri e indifferenti
e , con etereo amore , riassetta la sua anima impazzita:
Io non ci son riuscita...Ora tocca a te...
Vado via da me stessa,
in questo assolato dolore
mi sono persa...cercandoti!
Vado via da me stessa,
vado via da te...amore mio
che hai radici nelle mie viscere!
Vado via da me stessa
per non accaldarti con il mio fiato.
Ti lascio andare perché...ti amo!
Vado via da me stessa
e nel rintocco del mio passo
aspetterò di udire ancora il tuo richiamo
ma tanto t'amo e...
rinuncio al tuo richiamo
in nome della tua felicità.
Voglio aver torto:
saperti felice per sempre!
Vado via da me stessa
e quella parte di me a cui rinuncio
rimarrà in te all'infinito,
moltiplicato nei giorni.
Vado via da me stessa
e in quella parte orfana di me
ci sarai per sempre...
nel limite del mio tempo
ma oltre me stessa.
L'uno dell'altro,
eco della stessa voce,
logica della natura.
Mi ritroverai in te,nei tuoi pensieri
amore sublime...non cacciarmi...
vado via da me stessa
perché ti amo,purché sorridi:
...vado
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(Eugenio Montale)